img_20160806_17364413956833_10210278509462253_1331963583_n img_20160806_174031 img_20160806_174939 img_20160808_172416 13956833_10210278509462253_1331963583_n13957403_10210278509662258_839714760_n     img_20160811_123602img_20160806_151640img_20160806_151310 img_20160806_151316img_20160806_172507img_20160806_151448img_20160806_172422restauro-pendolo-1 restauro-pendolo-2 restauro-pendolo-3img_20160808_172421img_20160806_172159

 

img_20160806_104623img_20160806_172655

img_20160808_181431 img_20160808_181438 img_20160808_181450 img_20160808_185717

img_20160808_185742

Paolo Thedy (Hotel Gressoney) con gli artisti Paolo De Nevi (al centro) e Dino De Simone a sinistra

img_20160808_185739

 

PAOLO DE NEVI è stato invitato a intervenire in alcuni luoghi significativi dell’architettura walser.
Con una elementare struttura trilitica che si collega ai suoi famosi omaggi al “pendolo di Foucault” ha collocato con una monumentalità arcaica un portale in cui la pietra sospesa sul terreno è misura delle oscillazioni del vento che scende verso valle ma anche richiamo alle pietre che danno il nome al villaggio: Steinmattò significa infatti prato pietroso. Sul luogo di una alluvione si ricostruisce nella sua forma archetipica una porta che conduce lo sguardo a contemplare la bellezza del Monte Rosa.

ARCHETIPI E PAESAGGI
Paolo De Nevi è presidente del Centro studi Val di Vara da lui fondato. Profondo conoscitore della cultura rurale ha anche pubblicato, come editore, studi innovativi sulle tradizioni e le pratiche costruttive “spontanee” delle comunità antiche. Nei suoi lavori propone paesaggi attingendo a un linguaggio materico e informale. La forza dei materiali si mescola con quella del colore e del segno, mentre di matrice più surrealista sono i suoi fotomontaggi di denuncia di un paesaggio alterato nelle forme, quasi presagio della sua possibile distruzione.