Nicola Liberatore

L’arte di Nicola Liberatore – si è detto – arretra nel passato, induce alla nostalgia, sottrae il tempo al tempo. La sua identità visibile e comunicativa attraverso la memoria, nei sedimenti di materiali e oggetti, nel combinarsi di forme e colorati pigmenti, di tessuti e oggetti, non si concede, certo, alle realtà oggettuali e simboliche che comunemente ci attorniano, che diffusamente configurano i costumi e gli usi dei nostri tempi. Dove la tecnologia, sino al digitale, preme e ribalta i desideri sull’attualità del sentire e vedere. Le sue opere mostrano come poter ritrovare, riconvertire il desiderio sul tempo andato, nel divenuto di una memoria, di una storia che ci riguarda nella continuità della coscienza, della cultura. I suoi santi sbiaditi, le sue cattedrali che rigenerano il fondersi di stilemi e ricami, le sue icone stinte fra oriente e occidente e le pagine di manoscritti che richiamano il corale di un salmo polifonico, rendono un’antologia di segni incastonati nel tempo (Luigi Paolo Finizio, 2014)

NICOLA LIBERATORE


Racconti degli affetti
Veli, Raso, Perle, Carte, Merletti, Oro, Pigmenti, Legno, cm 170x98x12 (part.)
2014

NICOLA LIBERATORE


Scrittura del tempo
Legnetti, Corde, Garze, Carte, Oro, Pigmenti, Stoffe, una fascia cm 250×23, due fasce cm 250×17 (par.)
2014

NICOLA LIBERATORE


Sedimenti di memoria
Merletti, Carte, Stoffe, Pigmenti, Telo antico, cm 68×455 (part.)
2014

NICOLA LIBERATORE


Cattedrale
Merletti, Pigmenti su tela, cm 120×220 (part.)
2013

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